Nella provincia di Venezia, una delle zone più vocate alla produzione di vini è Lison. Tra i produttori particolarmente interessanti c’è di sciuro Toni Bigai e la sua azienda A mi manera, i cui vini sono censiti nelle guide AIS, Gambero Rosso e Slow Wine. Siamo andati a trovarlo e ci ha raccontato la sua storia e soprattutto il suo modo di fare vino. Toni, come avremo modo di scoprire in questa e nelle restanti quattro pillole a lui dedicate, ha un carattere schietto, che non ammette mediazioni. Un carattere che si può ritrovare nei suoi vini, che sono frutto di scelte estreme e che si scostano dal modo di fare vino di molti suoi colleghi nel territorio. Cominciamo quindi a scoprirlo.

Toni è figlio d’arte, ma una volta diplomatosi alla gloriosa scuola enologica di Conegliano, decide di fare alla sua maniera. Gira il mondo per scoprire il mestiere: Stati Uniti, California, Messico, Argentina…un po’ di Francia e tantissima Spagna. Tornato in Italia, decide di aprire la propria azienda per fare a modo suo…appunto A mi manera….

L’azienda è piccola e Toni segue quotidianamente e molto da vicino i lavori in campagna ed in cantina. Conosce ogni singola vigna, a cui ha dato un nome…femminile ovviamente…. e a cui, anche se può sembrare una pazzia, parla…

 

I terreni dell’azienda si trovano a pochi metri (350 per l’esattezza) dal campanile di Lison, che, se avete tempo, andate a vedere perché, costruito nel 1.000 D.c., vale proprio la pena. È anche un millennio che le vigne sono coltivate in questo territorio argilloso. Infatti, sono stati i veneziani ad iniziare a coltivarle. Non a caso, anche qui, torna la Malvasia Istriana, che, come abbiamo già visto nella pillola dedicata a San Francesco della Vigna, ha avuto un ruolo chiave nella storia della Serenissima e, come rammarica Toni, non è mai stata oggetto di denominazioni particolari.

Toni, nei suoi terreni, coltiva solo vitigni autoctoni:

  1. Tocai, che è proprio l'emblema del territorio
  2. Cabernet;
  3. Merlot;
  4. Malvasia Istriana.

Inoltre, diversamente da molte aziende del territorio, Toni non si è fatto influenzare dal grande successo del Prosecco.

“Sono l'unica e la più piccola azienda di Lison dove non c'è nemmeno 1 kg di Prosecco!”

Il Tai di A mi manera

Il Tocai è l'emblema del nostro territorio. Qui, a mi manera, il Tocai è una vigna molto magra con pochissimi grappoli per ceppo.

“Sfido chiunque ad averne meno di così! Una produzione di 60 q per ettaro.

Potami povero ti farà ricco.”

Questa scelta è premiata a livello di prodotto finale, che ha delle gradazioni altissime. Arrivano sempre a sfiorare i 14°.

Quali sono le sue principali caratteristiche?

Colore giallo paglierino, paglia di frumento e non di riso o di orzo.

Alcolicità medio-alta. 13°, a cavallo dei 13 gradi un po' sopra.

I profumi e i sentori sono tipicamente quelli dell'uva matura.

È un vino che è stato appena imbottigliato, appena da un mese. Quindi, avrebbe bisogno di dimorare un po' di più per essere più suadente.

Il Tai, come gli altri vini di Toni Bigai, è prodotto con lievi autoctoni e con una bassissima quantità di solfiti.

“Questo è un vino del territorio. È inutile proporre il territorio, il terroir e poi addizionare lieviti che produce solitamente la multinazionale di turno e li distribuisce in tutto il pianeta terra. Siamo pienissimi di lieviti. Non abbiamo bisogno di nessuna ditta fornitrice.

Per quanto riguarda i solfiti, è indispensabile mettere una piccola quantità di solfiti com'è indispensabile mettere il sale nei salami.

Qui siamo sotto la soglia del biologico.

Siamo sotto gli 80 Mg litro. Un vino che ha 13° e mezzo, ha maturato un anno e mezzo in cantina non ha bisogno di difendersi. Si difende da solo con la sua alcolicità, con la sua acidità e con la sua pienezza (l'estratto secco altissimo).

Questo è un vino che potete bere quanto ne volete. Non uscirete mai una volta da una cena con i miei vini, da un pranzo oppure da un aperitivo qualsiasi lamentandovi del mal di testa.

QUI

il mal di testa ve lo faccio venire io con le mie chiacchiere, ma non il mio vino con la sua solforosa”.

Per quanto concerne la longevità, il Tai è un vino che può solo migliorare nei prossimi 3-4 anni. Diventerà leggermente più colorato.

Diventerà un vino più per intenditori, non un prosecco facile che tutti possono bere.

“Questo è vino! Questo è felicità!

Io sono un produttore di felicità!”

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