Sto per degustare il Tergeno di Fattoria Zerbina e lo sto per degustare assieme a Cristina, che è autrice di questo vino.                                                                                                                                                                         E' un vino che mi incuriosisce già dall'etichetta.

Cosa vuol dire? Tergeno è un vino che, come dice la parola stessa, è nato originariamente da tre uve diverse.
La prima vendemmia è del 1990 ed era un vino bianco secco frutto di un taglio fra Chardonnay, Sauvignon Blanc e Gewürztraminer. Perché queste tre uve, soprattutto nel momento attuale in cui si beve autoctono,  alloctone?

Erano i primi anni in cui lavoravo in questa azienda e mi piaceva, affrontando il progetto della Botrytis, delle vendemmie con la muffa nobile, avere anche un confronto fra l'Albana e tre grandi vitigni che erano sicuramente le
cultivar elette in alcune zone di produzione di grandi vini dolci, quindi Sauternes e Alsazia. Nel 2014 abbiamo fatto il passo definitivo, che era quello di passare il Tergeno che fosse 100% Albana, con un taglio di 60% di Albana vinificata secca, quindi con uva sana raccolta mediamente fra la fine di agosto e la prima settimana di settembre, e un 30-40% in vendemmia tardiva con la botrytis. Questa era che cosa in una grande chance per ritrovare anche nel Tergeno un trait d'union con tutte le altre Albana prodotte in azienda e arrivare così un po' ad un'interpretazione aziendale che richiamava, se vogliamo, un po' i vini di
qualità tedeschi, dove si parte da un vino bianco secco e si arriva alle grandi espressioni dei vini dolci botritizzati.

Mi piaceva creare questa liaison fra il bianco di Ceparana il Tergeno, Arrocco, Scacco Matto e Ar. Io sono andato direttamente alla degustazione, ma è un vino che impressiona in bocca per la complessità di gusti forse  dovuti proprio a questo blend tra una parte di uva botritizzata e una porte secca.
Ha una complessità super intrigante. Da una parte c'è il grande valore aggiunto della botrytis, che riesce a dare delle complessità estremamente originali nell'espressività di questo vitigno. Dall'altra, c'è la frazione raccolta sana e secca, che da tutta la parte più fresca, più floreale...queste leggere note citriche, che si abbinano, per esempio, alle note leggermente di zafferano, alle note anche un po' più candite o minerali
della parte botritizzata. Se devo pensare ad un piatto di pesce quello che mi verrebbe voglia di avere qui sarebbe degli scampi crudi...

senza dimenticare che un vino così come aperitivo, pre-pasto o fuori posto andrebbe alla grande. Sicuramente come aperitivo è una soluzione molto valida e anche forse la più spontanea.
Io trovo che sia un vino molto buono in abbinamento, per esempio, anche a dei piatti di fegato, un classico torchon oppure anche a preparazione un pochino più elaborate e molto buono anche con i formaggi di capra freschi, alcune robiole, perché ha sempre questa parte acida e contrasta bene con la cremosità del formaggio. Direi proprio che è un vino interessante, un vino da provare...
Grazie!

 

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