Ci troviamo ad Oriolo in Romagna, tra
Faenza e Forlì.

Io sono Lucia, la moglie di Andrea, e insieme a mio marito conduco la Cantina di San Biagio Vecchio. I vigneti sono 11 ha, però vinifichiamo e teniamo per noi soltanto 6 ha. In vigna e in cantina lavora solo mio marito. Viene aiutato dal resto della famiglia nei momenti cruciali dell'anno. In primavera, al momento della scacchiatura, o la vendemmia, in settembre. Allora li raduniamo il resto della famiglia, che per fortuna è numerosa... e
stiamo contribuendo, come vedete, a aumentare i numeri. Per una produzione che attualmente è sulle 15-16 mila bottiglie, ma che in futuro si pensa di alzare, ma di rimanere comunque sotto un certo limite.

 vitigni sono essenzialmente vitigni proprio del nostro territorio soprattutto Albana e Sangiovese e Centesimino, he è un vitigno autoctono tipico proprio dell'areale di Oriolo. Da questi vitigni nascono i nostri vini. 

Per l'Albana nasce Sabbia Gialla, nella versione secca, che si traduce, invece, nella versione da uve stramature in ANFORghettabol. Abbiamo un Sangiovese più fresco, più gioviale, che è PorcaLoca, e un Sangiovese, invece, che rivendica la menzione geografica aggiuntiva di Oriolo ed è un Sangiovese più strutturato. Poi c'è il Centesimino, che invece è un vitigno semi aromatico a bacca rossa.

Siamo nella prima fascia collinare della Romagna. Quindi, parliamo di un'altezza che va dai 100 ai 200 metri irca. Il terreno è un mosaico di terre dove la parte più importante è costituita dalle sabbie molazze di origine plestocenica e poi una piccola vena di agire calcarea e per il resto argille rosse. Per quello che riguarda i trattamenti in Vigna assolutamente solo Rame e Zolfo. 

Pratichiamo per arricchire in maniera naturale del terreno e, una volta che le uve arrivano in cantina, la
lavorazione è molto molto semplice, le solforose sono molto molto basse, questo per permettere ai Vini di esprimersi in maniera un po' più libera, ma poi è anche perché le nostre fermentazioni sono tutte spontanee e
andando a osare troppo solforosa andremmo a selezionare maniera eccessiva i ceppi di lieviti. La nostra cantina e certificata biologica quindi l'impegno alla fine per poter fare un passo in più sta proprio nel non tecnicizzare eccessivamente i vari passaggi in cantina, ma assistere a tutte le varie trasformazioni. Un passo indietro, ma sempre con la propria presenza dietro l'angolo.

Il vitigno che ci rappresenta di più è sicuramente l'Albana perché, quando mio marito arrivato a San Biagio Vecchio, la vigna di Sangiovese era veramente malconcia e invece, proprio di fronte alla nostra cantina, c'era e c'è tuttora questo vigneto d'Albana in buona forma e sin dall'inizio è stato il vitigno che ci ha permesso, insieme al Centesimino, di avere risultati molto molto interessanti. Era un vigneto che è stato creato dal Parroco, che gestiva San Biagio Vecchio prima di noi. E'  un parroco di vignaiolo e lui è innamorato pazzo dell'Albana. Per
fare questo vigneto è andato nelle vigne dei vicini a selezionare le piante che gli interessavano di più... tant'è vero che c'è una grande differenza clonale al suo interno. E questo fa anche la ricchezza del vino, perché alla fine tutti questi cloni vanno a leggere questo mosaico di terreni e ovviamente hanno un'espressione estremamente diversa, vanno ad arricchire tantissimo quello che è poi l'espressività del vino finale.

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