Nella puntata precedente avete visto come viene ottenuta la nostra grappa Sarpa e la si ottiene con questo alambicco. E' un alambicco a caldaiette a ciclo discontinuo a vapore.

Che cosa vuol dire?                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    E' composto da tre parti essenziali. Le caldaiette. All'interno ci sono dei cestelli fatti in questo modo, che servono per facilitare le operazioni di carico e scarico della 
vinaccia. La parte più importante, comunque, è la colonna di distillazione, che sono quei due cilindri verticali che vedete alle mie spalle.
Il condensatore, che serve per fare in modo che il vapore diventi liquido. E una parte dove si effettua il taglio della testa, del cuore e della coda.

Come avviene il processo di distillazione? Viene caricata la vinaccia. Nel caso della Sarpa si distillano lotti di Cabernet e Merlot provenienti dalle nostre zone, la zona vicentina. Viene avviato il ciclo distrazione immettendo 
del vapore d'acqua. Questo, attraversando la vinaccia, cattura tutte le sostanze alcoliche e aromatiche della materia prima.
Questo vapore viene trasportato dalle tubazioni all'interno della colonna di distillazione, che ha il compito di togliere la parte acquosa con un processo di raffreddamento e concentrazione del flusso di vapore che attraversa la colonna di distillazione avviene la concentrazione alcolica. Questo vapore viene condotto poi in un condensatore, dove all'interno c'è dell'acqua fredda e una serpentina annegata all'interno, dove il vapore all'interno vi spiraleggia e avviene il processo di condensazione.

La grappa, a questo punto, distillata ottenuta e fredda viene fatta transitare in una parte dell'alambicco dove si può visionare la temperatura, il flusso del distillato e la gradazione alcolica, che ci serve per capire quand'è il momento di effettuare il taglio di testa, la conservazione del cuore e della coda. Sono tre parti molto importanti del ciclo di distillazione in quanto la testa, ossia la prima parte di distillazione ottenuta è molto ricca di accettati e viene scartata, come la coda, che viene scartata. Viene conservato solamente il cuore. Non è l'unico sistema di distillazione perché oltre al distillato di vinaccia si utilizzano anche altre due tipologie di alambicco. 

A bagnomaria, di cui uno tradizionale a pressione nominale e invece un'altra a sottovuoto.
Nell'alambicco a bagnomaria una camera esterna alla caldaietta viene riscaldata con del vapore e per conduzione viene riscaldata la materia prima. Quindi non c'è il transito del vapore all'interno della materia prima.

Questi sono alambicchi adatti per la distillazione dell'uva, della frutta e del vino. Ancor meglio, l'esperienza ci ha portato a sviluppare un nuovo alambicco a bagnomaria sottovuoto per poter fare in modo che le temperature di ebollizione della materia prima possano essere più basse e questo ci permette di preservare quante più aromaticità della materia prima.

Un alambicco con ciclo sottovuoto, facendo evaporare le sostanze a più basse temperature, circa 50 gradi centigradi riusciamo a mantenere tutte le aromaticità tipiche della materia prima che stiamo distillando. Con la prossima puntata avrete modo di vedere come vengono ottenuti Po' morbida e Cleopatra moscato, ottenuti con l'alambicco a bagnomaria tradizionale e con l'alambicco a bagnomaria sottovuoto, nel caso della Cleopatra moscata

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