Mgaloblishvili: sembra il nome di un mostro dei cartoni animati giapponesi e invece è una varità di vitis vinifera che sarebbe resistente alla famigerata peronospora. La cosa interessante è che non è il risultato di qualche incrocio recente, fatto per debellare quella che è una delle maggiori cause dell'impiego di prodotti chimici nella viticoltura.

Le origini di questa pianta risalgono addirittura a 8000 anni fa. Viene dal Caucaso, in particolare dalla Georgia, e sembrerebbe che questa vitis vinifera Mgaloblishvili abbia la capacità di resistere alla peronospora, di adattarsi ai cambiamenti climatici, ma allo stesso tempo di produrre vini di alta qualità.

La scoperta di quella che potrebbe essere un'importantissima svolta nella viticoltura moderna è da attribuire al gruppo di ricerche coordinato da Silvia Toffolatti e Gabriella De Lorenzis del dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali, quindi, ancora una volta, orgoglio italiano avanti a tutti.

Per chi si stesse chiedendo cos'è la peronospora, ricordiamo che è una malattia causata da un fungo, il plasmopara viticola, che colpisce, oltre alla vite, diverse altre piante, come, tra le altre, il pomodoro, le patate, il cetriolo, anche il melone e le rose. Sul finire del XIX secolo, ha distrutto oltre il 90% dei vigneti in tutta Europa. Verso la fine del 1800, infatti, si importarono numerose viti americane, perchè sono resistenti alla fillossera, altra malattia che a quei tempi stava dando giusto qualche fastidio alle viti europee. Così facendo però, ci siamo portati in casa la peronospora, che sulla vitis vinifera ha avuto effetti devastanti.

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