Siamo andati ad Oriolo in Romagna, tra Faenza e Forlì, a trovare Lucia ed Andrea che, assieme, conducono la Cantina di San Biagio Vecchio. L’azienda gestisce 11 ettari di vigneto, ma solo 6 sono vinificati in proprio. Le uve prodotte nei restanti 5 ettari sono conferiti ad altre cantine.

L’azienda è a conduzione familiare nel vero senso della parola. I lavori in vigna ed in cantina sono svolti interamente da Andrea. Mentre Lucia è più dedita all’attività commerciale. Nei momenti in cui il lavoro in vigna diventa più impegnativo, come durante la vendemmia, Andrea viene assistito dal resto della famiglia, che per loro fortuna è numerosa ed è in procinto di accogliere un nuovo nato.

La produzione attualmente si attesta attorno alle 15-16 mila bottiglie. Per il futuro c’è la volontà di aumentare i numeri, ma non troppo…. La scelta, infatti, è di mantenere una dimensione che possiamo definire artigianale, votata il più possibile alla ricerca della qualità e della naturalità del prodotto. La cantina, infatti, è certificata BIO e come sottolineato da Lucia nella sua intervista il tentativo è di fare un passo indietro, per far esprimere la natura, ma restando ben presenti dietro l’angolo, per creare le condizioni in cui questa possa esprimersi al meglio.

L’areale in cui è inserita l’azienda si caratterizza per un’altitudine compresa tra i 100 ed i 200 metri. Il terreno è un mosaico di terre dove la parte più importante è costituita dalle sabbie molazze di origine pleistocenica e una piccola vena di argilla calcarea e per il resto argille rosse.

I vitigni trattati sono tre e sono tipici di questo territorio:

  1. Albana;
  2. Sangiovese;
  3. Centesimino, che è un vitigno autoctono tipico proprio di Oriolo.

Il vigneto più rappresentativo è sicuramente l'Albana perché, quando Andrea arrivò a San Biagio Vecchio, la vigna di Sangiovese era veramente malconcia. Diversamente, il vigneto d'Albana era in buona forma anche grazie al lavoro del Parroco che gestiva San Biagio Vecchio prima della coppia. Un Parroco vignaiolo innamorato pazzo dell'Albana. Per fare questo vigneto è andato nelle vigne dei vicini a selezionare le piante più interessanti. Tant'è vero che il vigneto di Albana si caratterizza per una elevatissima varietà clonale. E questo contribuisce alla ricchezza del vino, perché tutti questi cloni vanno a leggere questo mosaico di terreni trovando un'espressione estremamente diversa che va ad arricchire tantissimo quello che è poi l'espressività finale del vino.

I vini prodotti dall’azienda sono 5 e si caratterizzano per dei nomi che solo a sentirli vien voglia di berli:

  1. Sabbia Gialla, versione secca che nasce da uve di Albana;
  2. ANFORghettabol, sempre da uve d’Albana, ma stramature;
  3. PorcaLoca, che è un Sangiovese più fresco e gioviale;
  4. Oriolo, che è un Sangiovese più strutturato che rivendica la menzione geografica aggiuntiva di Oriolo;
  5. MonteTarbato, che è prodotto da uve di Centesimino, un vitigno semi-aromatico a bacca rossa.

Come si è detto, tutti i vini sono BIO. Per cui, per quello che riguarda i trattamenti in vigna si fa uso solamente di Rame e Zolfo. Quando le uve arrivano in cantina, la lavorazione è molto molto semplice. Le solforose sono molto molto basse, per permettere ai Vini di esprimersi in maniera un po' più libera, ma anche perfar sì che le fermentazioni siano tutte spontanee e non vadano a selezionare in maniera eccessiva i ceppi di lieviti.

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