Negli ultimi anni, per lo stoccaggio o per breve affinamento del vino, si preferiscono sempre più le cisterne d'acciaio o le vecchie vasche di cemento vetrificato perché preservano meglio i sentori primari del vino. Se vogliamo, invece, che il nostro vino abbia un'evoluzione diversa, che acquisisca delle note particolari, allora bisogna usare la botte di legno. Le piccole botti si sono iniziate ad usare in epoca romana non tanto per l'affinamento, ma perché più sicure rispetto alle  anfore in terracotta. Una spinta a questo cambiamento è stata data dal fatto che le popolazioni celtiche erano abili nella lavorazione del legno e le foreste francesi offrivano abbondanza di querce. In realtà, per molto tempo, per secoli, queste botti hanno fatto la semplice funzione di contenitore, fino a quando, forse per caso, si è notato che l'evoluzione che il vino aveva in questi contenitori in legno ne migliorava le caratteristiche. Arrivando ai giorni nostri, le botti probabilmente più usate sono le barrique, che hanno una capacità di 225 di 228 litri, dipende dalla tipologia, solitamente fatta di legno di rovere francese o di slavonia, ma, anche se meno usate, le Barrique possono essere fatte anche con legno di castagno, di ciliegio, o di frassino. La scelta viene fatta, ovviamente, dall'enologo e a seconda delle note aromatiche che si vuol far acquisire al vino. La Barrique, comunque, non è la sola ad essere usata per l'affinamento. Vengono usate anche altre misure come il Caratello, che è da 50 litri, o i tonneaux, che sono da 500 o da 600 litri. Non dimentichiamo poi la botte da 50 ettolitri,. che rappresenta la tradizione italiana. Misure e forme variano anche a seconda delle regioni di utilizzo e dalla tipologia di prodotto per cui verranno usate. Ricordiamo poi che il risultato finale viene direttamente influenzato dalla misura della nostra botte, in quanto varia la massa di vino che è a contatto con il legno. Altro fattore che influisce notevolmente, specialmente nella barrique, è il fatto che questa sia nuova o di secondo o di terzo passaggio. Dopo il terzo passaggio, in genere, viene rigenerata o venduta.

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