In precedenti pillole abbiamo già parlato di metodo Martinotti, quello della rifermentazione in autoclave, e del Metodo Classico, quello della rifermentazione in bottiglia, ma non abbiamo mai accennato al Metodo Ancestrale.

Che cos'è il Metodo Ancestrale?

Diciamo che assomiglia alla prima fase del Metodo Classico.

Funziona così!

Alle uve appena raccolte si esegue una leggera pressatura, quel tanto che basta per dare nutrimento ai lieviti indigeni presenti sui grappoli.

La fermentazione inizia in vasi vinari di acciaio e a temperatura controllata. Prima che i lieviti mangino tutti gli zuccheri presenti la fermentazione viene prima rallentata e poi bloccata. A questo punto si procede con l'imbottigliamento e qui, senza ulteriori aggiunte né di zuccheri né di lieviti, la fermentazione riprende. Non è prevista nessuna altra operazione, nemmeno la sboccatura.

Quindi, i vini prodotti con questo metodo avranno come aspetto caratterizzante il fatto di non essere limpidi, perché per effetto della fermentazione, il vino presenterà diversi residui e velature.

I sentori che troverete possono essere fruttati, floreali... sicuramente fragranti. Ovviamente, dipenderà molto dall'uva con cui è fatto il vino Un altro settore che non sarà difficile riscontrare sarà la crosta di pane.

Per quanto riguarda la pressione sviluppata e la finezza del perlage dipendono dalla gestione della fermentazione, quanto ne ha fatta in cisterna e quanta, invece, in bottiglia. Altro aspetto da non trascurare è che con questa tecnica il vino è in costante evoluzione. Difficile, quindi, ritrovarsi con due bottiglie identiche, specialmente se aperte a distanza di qualche tempo.

Quali sono le uve più adatte per fare questa tipologia di vino? Più o meno tutte quelle che di solito si usano per il Metodo Classico o per il metodo Martinotti. Giusto per citarne alcune... il Lambrusco, il Glera e ovviamente lo Chardonnay

In un prossimo video ne assaggeremo uno trentino, che è davvero un degno rappresentante di questa tipologia di vini e fatto con il vitigno, vi anticipo solo il nome, SOLARIS.

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