Oggi AcinoNobile fa tappa in Sardegna! Purtroppo è solo una tappa virtuale ma per il momento ci accontentiamo. Parliamo di quello che è il vitigno più famoso della regione: il Cannonau. Fino a poco tempo fa era considerato il corrispondente italiano della Garnacha spagnola o del Grenache francese, che trovano riscontro in Italia con il Tai rosso in Veneto, la Guarnaccia in Liguria, l'Alicante in Toscana e il Gamay in Umbria. Per il Cannonau invece si è scoperto che l'affinità arriva solo fino all'80%, che indica sicuramente una certa parentela, ma non è lo stesso vitigno.

Nel 2002 in un sito archeologico a Borore, vengono ritrovati dei vinaccioli risalenti a più di 3.000 anni fa -datati quindi 1200 a.C. circa- e questo vale al Cannonau il titolo di vitigno autoctono della Sardegna, e non solo, perchè -ciliegina sulla torta- allo stesso tempo questo vitigno diventa il vitigno più antico del Mediterraneo. A molti tutto questo potrà sembrare pura e semplice poesia, ma pensate per chi invece coltiva quest'uva, chi la considera da sempre parte integrante della storia della Sardegna...

Ma veniamo al vino: il Cannonau viene prodotto in varie tipologie. Iniziamo dal più leggero, vinificato in rosato: si presenta come un vino fresco, fragrante, con note decisamente fruttate, e può fare compagnia a un aperitivo, ma anche in abbinamento a del pesce o perfino alla pizza.
Ovviamente c'è poi la versione più conosciuta, il rosso: vino caldo, vellutato, dove le note fragranti lasciano posto a quelle di erbe aromatiche, di spezie dolci ed il pesce lascia posto ad un pulled pork. Che accoppiata, ragazzi! Con due anni di invecchiamento, di cui almeno sei mesi in botte, possiamo denominarlo riserva e qui si evidenziano note di liquirizia, di tostato... Ma non finisce qui: perchè il Cannonau si può avere anche nella versione liquorosa, sia secco che dolce.

Non si possono trovare scuse per non bere questo vino e se non siete ancoracconvinti... Beh sappiate che il Cannonau è anche una sorta di elisir di lunga vita. Pensate che Luca Deiana, docente di biochimica all'Università di Sassari, ha fatto uno studio -che è durato ben 16 anni- sugli ultracentenari sardi, tra cui Antonio Argiolas, fondatore delle cantine Argiolas. E' morto purtroppo qualche anno fa, ma anche lui aveva raggiunto la terza cifra e il suo segreto, manco a dirlo, era una vita di campagna e un buon bicchiere di Cannonau. Qui abbiamo il suo Costera, che è un gran bel vino con un bellissimo rapporto qualità-prezzo.

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