La botte è un fattore essenziale per la qualità di un vino. Ma come si farà a fare una botte di qualità? Per rispondere a questa domanda siamo andati a trovare i migliori nel mercato, che, per nostra fortuna, sono proprio qui vicino a noi: a Conegliano. Stiamo parlando di Garbellotto. Un’azienda che conta 243 anni di storia e 8 generazioni che si sono succedute al comando contribuendo sempre in modo innovativo allo sviluppo dell’azienda. Oggi vi lavorano 80 bottai specializzati che producono circa 100.000 hl di barrique e botti all’anno distribuite in tutti i 5 continenti.

Il fondatore, Giuseppe Garbellotto, è un artigiano del legno che si specializza nella produzione di botti di barrique da cantina. Sarà opera di mio padre, ci dice Piero Garbellotto, portare l'azienda ai vertici del mercato mondiale nel settore delle botti grandi.

L’azienda è in grado di produrre botti di qualsiasi formato che vanno dai 10 hl fino ai 3.000 hl. Gli standard produttivi si rifanno al 10,25, e al 50 hl. Le botti sono prodotte in tutte le specie legnose. Il rovere è quello che dà le caratteristiche aromatiche migliori al Vino. Rovere che viene comprato nel Massiccio Centrale francese e in Slavonia, che è una foresta della Croazia. Poi, per particolari Vini o particolari distillati si producono anche altri legni come il ciliegio, l'acacia, il castagno ed il frassino. Ma il 95% del mercato si rifà sempre al rovere.

Malgrado la produzione preveda ancora molte fasi manuali, dove l’arte del bottaio la fa da padrone, la Garbellotto collabora ormai da molti anni con l'Università di Enologia di Udine. Questa collaborazione ha portato l’azienda a produrre un brevetto che consente, attraverso un raggio ad infrarossi, di capire la concentrazione aromatica, doga per doga, del legno prima di costruire la botte. Questo, permetta all’enologo di costruire la botte più adatta al proprio progetto enologico andando a selezionare le singole doghe per andare a costruire la botte con le caratteristiche aromatiche desiderate.

La qualità della botte, oltre attraverso la selezione aromatica delle doghe, è ottenuta a monte anche attraverso un’attenta selezione della materia prima. L’azienda ha dei funzionari che sono tutti i giorni nella foresta e che vanno a vedere il legno che viene tagliato.

La seconda selezione avviene a taglio eseguito. Il legname viene diviso in 4 classi. Sola la prima viene utilizzata per la produzione delle botti. Le altre classi di legno vengono rivendute per essere utilizzate nel settore del mobile. Infine, arrivato a Conegliano, il legno viene segato. Si utilizzano due metodi:

  1. Il segato di quarto, per le botti grandi;
  2. Lo spacco, per le barrique.

Queste tecniche di taglio garantiscono il parallelismo perfetto della fibra e quindi la perfetta tenuta stagna botte/barrique costruita e una cessione lenta e costante negli anni.

Una volta tagliato, il legno viene lasciato a stagionare dai 2 ai 4 e 5 anni a seconda dello spessore del legno. Questo provoca inevitabilmente un deperimento della qualità del legno, ma anche una sua evoluzione aromatica.

Infine, si fa una successiva cernita del legno e poi si fa il controllo aromatico grazie al brevetto Botti Barrique MIR, che permette di fare una vera e propria radiografia, doga per doga, e vedere la concentrazione aromatica del singolo pezzo di legno e capire che tipo di botte e barrique andrà a costruire e che tipo di cessione aromatica darà poi al Vino.

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