Cavazza Wine e i suoi Picai - Recioto Capitel

Cavazza Wine e i suoi Picai - Recioto Capitel

Articolo pubblicato il 21/02/2019

Elena Cavazza ci racconta cosa sono i Picai

Siamo precisamente a Selva di Montebello Vicentino in provincia di Vicenza all'interno della denominazione di Gambellara, e più precisamente siamo nel fruttaio della Azienda Agricola Cavazza, dove avviene l'appassimento dei Picai.

I Picai sono questi!

E' il nostro metodo di appassimento dell'uva Garganega. E' un intreccio di grappoli chiuso da una gavetta, che viene fatto a settembre e vengono lasciate ad appassire fino all'ultima settimana di gennaio. Vengono pigiati, il mosto viene messo all'interno dei contenitori di legno e viene fermentato. Quindi, il mosto diventa vino e diventa Recioto di Gambellara.

Il recioto deve il suo nome dalla recia, le parti laterali del grappolo della Garganega, che venivano solitamente selezionate perché erano le parti del grappolo che avevano preso più sole e più vento, quindi quelle più adatte all'appassimento. Una volta raccolti, questi piccoli grappoli, venivano poi intrecciati e nasceva il recioto di Gambellara.

L'intreccio me l'ha insegnato mia Nonna, nessun altro al mondo, nessun altro libro può insegnare a fare una cosa del genere.

Con il 2015 abbiamo completamente tolto un elemento storico dall'etichetta. Abbiamo proposto un'etichetta moderna, un'etichetta minimal che invogli anche il consumatore finale ad assaggiare questo vino senza vederlo sempre come un vino passito pieno di tradizione o magari un po' pesante, che allontana anche un pubblico giovane che, invece, vogliamo un po' attirare.

Quello che contraddistingue è sicuramente quello che vedete alle mie spalle perché sono ancora pochissime le aziende che continuano a fare il Recioto con questa modalità.

Vigneti vecchissimi che noi abbiamo, perché sono grappoli selezionati da vigneti a pergola che hanno dai 40 ai 70 anni. Quindi, sono vigneti molto vecchi e soprattutto il fatto che comunque manteniamo questo legame importante con il territorio, l'utilizzo dei lieviti indigeni, un protocollo che viene tramandato di generazione in generazione.

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