Recioto di Gambellara e Galani

Recioto di Gambellara e Galani

Articolo pubblicato il 28/02/2019

Crostoli Chiacchiere Frappe o Bugie… abbiamo un nome per ogni regione… comunque, chiamateli come volete ma il dolce tipico del carnevale mi fa impazzire... a Venezia li chiamiamo Galani e con le Frittelle trasformano il carnevale in una vera festa gastronomica, ma come sapete qui parliamo di vino e quindi io ci devo bere qualcosa, ho pensato a questo Recioto di Gambellara

L’azienda è Cavazza, il vino è un 100% uva garganega che viene fatta appassire appendendo i grappoli. Dopo la torchiatura viene messo in legno per 24 mesi. I sentori sono quelli classici: miele, nocciole, spezie, vaniglia, in bocca è un velluto, è avvolgente, è armonioso…..è….è tanta roba….forse anche un pò troppo se abbiamo solo i Galani ma ce ci sono anche le frittelle…… se invece preferite una bollicina meno impegnativa ma sempre interessante, la stessa azienda produce uno charmat dolce, che fa 6 mesi di autoclave, sempre a base garganega.

Questi Galani sono buonissimi…. pensate che dolci simili erano già preparati dagli antichi romani per festeggiare i saturnali ,festività corrispondenti al carnevale attuale. questi dolci venivano chiamati frictilia e, durante i saturnali venivano distribuiti alle persone festose che in massa si riversava per le strade… dubito però che distribuissero anche questo gran recioto

Cin!!!

SCHEDA TECNICA RECIOTO CAVAZZA CAPITEL

TIPOLOGIA DEL TERRENO Vulcanico, calcareo

VITIGNI Garganega 100%

SISTEMA DI ALLEVAMENTO Pergoletta Veronese

ALTITUDINE 120-220 mt s.l.m.

ESPOSIZIONE Sud, sud-ovest

ETÀ MEDIA DELLE VITI 40 anni

EPOCA DELLA VENDEMMIA Metà ottobre, con raccolta a mano e selezione delle migliori uve provenienti dalle zone più vocate.

APPASSIMENTO Secondo l’antica tradizione, l’uva viene messa in appassimento col sistema dei “picai”. I grappoli vengono attorcigliati con uno spago e “appiccati” (in dialetto “picà”) al soffitto: da qui il nome di questo sistema di appassimento.

VINIFICAZIONE La torchiatura manuale avviene la prima settimana di febbraio, utilizzando un torchio antico di fine ‘800.

EVOLUZIONE E AFFINAMENTO Il mosto viene messo a fermentare e quindi a maturare per un anno in piccole botti di rovere da 225 lt. Imbottigliamento dopo 2 anni e successivo affinamento in bottiglia.

ESAME ORGANOLETTICO Colore giallo dorato carico, al naso si offre intenso e complesso, con sentori di mandorla tostata, confettura di albicocche, miele e caramello. Al palato risulta caldo, vellutato, in un perfetto equilibrio tra acidi e zuccheri

TEMPERATURA DI SERVIZIO 10°-12°C

ABBINAMENTI GASTRONOMICI Tradizionalmente si combina con la pasticceria secca, ma si possono osare abbinamenti con il foie-gras ed i formaggi erborinati

BOTTIGLIA 500 ml

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