[Mauro Chiaro]
Dopo che nella scorsa puntata abbiamo visto la Barricaia e abbiamo conosciuto anche gli angeli, qui abbiamo un degno rappresentante che ha riposato in quel luogo fantastico.
[Alberto]
Questa è una grappa recentissima, fresca di imbottigliamento e l'abbiamo chiamata due barili. Il nome già dà idea di qual'è stato il nostro progetto qui. E' stato quello del doppio affinamento. La base, quindi la varietà, è una grappa di prosecco, che bene si presta a questo tipo di varianti sul tema. Lei riposa due anni sui nostri roveri e due anni su barili di Cherry. Quindi barili che hanno già visto un passaggio di un vino con un profilo aromatico molto distinguibile. L'idea qui è appunto lasciare che siano le doghe, la memoria dello Cherry rimasta intrisa nelle doghe del barile, che ridia un profilo aromatico.
[Mauro Chiaro]
Che cedano i suoi suoi aromi. Resta come caratteristica il cristallino.
[Alberto]
Assolutamente! Il cristallino deve rimanere anche dopo l'affinamento. Se dovessi  definirla, la racconterei come un'orchestra perché si sente in maniera quasi tridimensionale la sottostante speziata del legno. I quattro anni di sosta comunque si sentono. La base floreale, della varietà del prosecco, che sostiene questa bella frutta matura, che arriva dai secondi due anni di sosta.
[Mauro Chiaro]
Ha sentori molto dolci, ma in bocca è strepitosa.
[Alberto]
Qui un po' di piccola pasticceria fresca non starebbe male.
[Mauro Chiaro]
Assolutamente no! Come spesso succede anche nel settore vino, quando si ha un prodotto di questa qualità, anche semplicemente il prodotto di questa qualità. Poi il resto è superfluo. Alberto, qui abbiamo un prodotto di indiscussa eccellenza, ma nuovo... e se invece volessimo qualche prodotto che ha una certa storia?!? Andiamo al nostro museo della grappa....ma nella prossima pillola

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