Sangiovese: è sicuramente uno dei vitigni, se non il vitigno, più coltivato in Italia. L'origine del suo nome è affidata ad una storia che racconta di alcuni monaci di un monastero sul Monte Giove che offrirono questo vino ad un loro ospite, che se non sbaglio dovrebbe essere stato Papa Leone XII. Questi ne rimase particolarmente colpito e ne chiese il nome, solo che i monaci non avevano dato un nome al loro vino e quindi improvvisarono con "sangue di Giove". Per quanto riguarda il vitigno invece si pensa sia stato originato da un incrocio spontaneo tra il Ciliegiolo e il Calabrese Montenuovo. Le prime tracce scritte di Sangiovetto risalgono al 1590, quando Giovan Vittorio Soderini lo descrisse nel suo trattato "La coltivazione delle viti", ma veniamo ai nostri tempi.

Quello che sappiamo oggi è che di Sangiovese ce ne sono di diversi biotipi, raggruppati secondo l'Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano in due grandi famiglie: il Sangiovese Piccolo o Forte e il Sangiovese Grosso o Gentile, dove la sostanziale differenza è rappresentata dalle dimensioni dell'acino. Giusto per fare qualche esempio, appartiene alla prima famiglia il Morellino di Scansano, mentre si usa il Sangiovese Grosso per fare il Brunello di Montalcino o il Chianti. Anche il Prugnolo Gentile, coltivato a Montepulciano, sarebbe in realtà un clone di Sangiovese Grosso.

Bene, abbiamo detto che è il vitigno più coltivato in Italia: pensate che gli ettari coltivati con questo vitigno superano gli 80 mila. Anche se come vi ho detto le sue origini sono in Romagna, la regione che ne coltiva di più come potrete immaginare è la Toscana che gli dedica un bel 64% della superficie vitata totale. Mentre in Emilia Romagna arrivano solo al 15%. Gli dedicano una bella fetta anche in Umbria (20%) e nelle Marche (21%).

Il vino che prende vita da queste uve presenta sentori che variano molto a seconda di quanto invecchiamento fa: non è comunque difficile riscontrare i sentori della mora, della prugna, della violetta, del ribes e naturalmente, in quelli più evoluti, i sentori speziati, tipici dei lunghi affinamenti. Essendo un vino con un'ampia complessità di sentori presenta anche un'ampia possibilità di abbinamenti, ma il mio preferito in assoluto è sicuramente la carne di manzo ai ferri. Che sia un filetto o una bella fiorentina, lascio a voi la scelta!

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