Masi e la Riscoperta dell’uva Oseleta

Masi e la Riscoperta dell’uva Oseleta

Articolo pubblicato il 27/11/2017

Lo chiamano “Mister Amarone”, Sandro Boscaini patron della Masi Agricola, che ha rivoluzionato il vino simbolo di Verona e lo ha portato a diventare un portabandiera dell’Italia nel mondo.

Nel week-end del We-Food tenutosi dal 27-29 ottobre nelle città simbolo della cultura enologica del Veneto (Conegliano, Treviso, Padova, Verona) abbiano avuto il piacere di poter riscoprire nell’azienda Masi il frutto dell’impegno e del rispetto della tradizione, attraverso la degustazione dei loro grandi vini.

L’Amarone nasce da un uvaggio di vitigni autoctoni come Corvina o Corvinone, Rondinella e Molinara, ma grazie all’intuito e alla passione di Boscaini siamo venuti a conoscenza di un antico vitigno a bacca rossa chiamato “Oseleta”.

Questo nome gli è stato attribuito perché l’uva veniva fatta appassire in vigna e mangiata dagli uccelli.

In realtà dalla nascita del primo disciplinare dell’Amarone, l’Oseleta fu abbandonata e cancellata dal Registro nazionale delle varietà di vite finché Sandro Boscaini ne ritrovò quattro filari da un viticoltore, la fece analizzare dall’istituto di Conegliano Veneto e decise di utilizzarla per i suoi vini.

Infatti tutti i vini che presentano l’etichetta nera sulla bottiglia contengono il rivitalizzato vitigno, in particolare il vino “Osar” che abbiamo potuto degustare ed in esso ritrovare tutte le caratteristiche di questa uva antica.

Abbiamo avuto il piacere di poterla vedere e toccare nella Masi Tenuta Canova, nella foto qui sotto si può notare quanto sia piccola ma di grandissimo carattere.

L’ Amarone di Masi “Costasera” (così chiamato perché le uve crescono sulle colline che guardano il tramonto) e il “supervenetian” “Campofiorin” (simbolo per l’azienda di connubio perfetto tra tradizione e innovazione) possono essere acquistati anche in etichetta nera, per permetterci di conoscere meglio la potenzialità di questo magnifico vitigno che è la Oseleta.

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Articolo scritto da
Arturo Giovanni Imbrauglio

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