Nebbiolo! Quando si parla di questo vitigno la prima cosa che viene in mente... ...si è anche il brasato, ma volevo dire il Piemonte.

I vitigni della Valtellina

Ma il nebbiolo di cui volevo parlarvi oggi viene dalla Lombardia e più precisamente dalla Valtellina. Siamo in provincia di Sondrio e qui si usa una sotto varietà di Nebbiolo chiamata Chiavennasca. In realtà, secondo i viticoltori della Valtellina, ci sono più tipi di Chiavennasca. C'è la ciavenasca, la ciavenascon e la ciavenasca intagliata. Le sue origini sono sempre nelle Langhe, ma è presente in Valtellina da diversi secoli. Se ne trovano tracce scritte già nel XVI secolo.

Le DOCG in Valtellina

Nella Valtellina sono previste due DOCG. La prima è il Valtellina Superiore. Alla nostra Chiavenasca coltivata nei caratteristici vigneti terrazzati, dopo la pigiatura fa almeno 24 mesi di affinamento, di cui 12 in botti di rovere.

Si passa a 36 mesi, invece, se si vuole qualificarli come riserva. Per questo DOCG sono previste anche cinque sotto zone: Maroggia, Sassella, Grumello, Inferno e Valgella. L'altra DOCG, ottenuta nel 2003, è lo Sforzato della Valtellina o Sfursat. Dopo la vendemmia, queste uve selezionatissime, sono messe ad appassire per circa 3 mesi sui graticci. Qui la Chiavennasca perde un 40% di peso. Si pigia l'uva e, una volta pronto il vino, viene messo ad invecchiare ed affinare per almeno 20 mesi tra legno e bottiglia.

La degustazione del Sentenza Valtellina Superiore DOCG

Qui oggi apriamo una bottiglia che c'è stata inviata dalla Cooperativa Sociale Agricola il Gabbiano. E' un Valtellina Superiore DOCG chiamato Sentenza. Il nome non è causale. Infatti, questo vino è parte di una linea di vini, tutti provenienti della Valtellina, che raccontano di un percorso di riscatto e ri-integrazione sociale di persone con difficoltà soprattutto relazionali. Il loro impegno consente di recuperare terreni divenuti ormai marginali perché troppo difficili da lavorare e che diversamente sarebbero stati destinati all'abbandono. L'impegno di questa cooperativa ci dà l'occasione quindi di assaggiare il sapore vero dell'agricoltura eroica arrampicata sui pendii più aspri della Valtellina. Beh, il vino ha un profumo decisamente intrigante. La nota di mirtillo, la nota di pepe, di spezia, anche un po’ di cuoio.

In bocca rispecchia le aspettative del naso. È molto asciutto. Tannino ben equilibrato. 13° e mezzo alcol. È un vino che ha fatto 20 mesi di affinamento in botte. Va benissimo con i classici piatti regionali con selvaggina, con i classicissimi formaggi stagionati. È un vino che è rappresentativo della zona. Quindi, se volete farvi un'idea, sicuramente questo è un vino da assaggiare.

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