Facchin Unno, Raboso Malanotte di San Polo di Piave: tempo, acidità e identità veneta nel calice

Il Raboso Malanotte è uno di quei vini che raccontano il Veneto più autentico, fatto di carattere, pazienza e identità territoriale. In questa degustazione di AcinoNobile, Dario e Mauro si confrontano con un vino che unisce potenza ed equilibrio: il Malanotte “Unno” 2013 prodotto da Facchin, realtà storica di San Polo di Piave profondamente legata a questo vitigno.

Il Malanotte è una delle espressioni più complesse del Raboso, vino noto per la sua acidità spiccata e per una tannicità che, in passato, gli ha fatto guadagnare il soprannome di “rabbioso”. In questa versione, però, la forza del vitigno viene domata e valorizzata grazie a un affinamento lunghissimo e a una lavorazione attenta. Il vino affronta infatti un percorso minimo di 24 mesi in acciaio, 36 mesi in botti di legni diversi e 12 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

A rendere il Malanotte ancora più interessante è la sua composizione: il disciplinare prevede che il 30% delle uve Raboso venga appassito. Le uve vengono raccolte tra fine ottobre e inizio novembre e lasciate appassire fino a gennaio, concentrando zuccheri, aromi e struttura. Il risultato è un vino da 15 gradi alcolici, che però sorprende per la sua straordinaria bevibilità.

Al naso si riconosce subito la firma del Raboso evoluto: foglia di tabacco, frutta rossa matura come ciliegia, fragola e lampone, con una sensazione che richiama quasi il cioccolatino alla ciliegia. In bocca il sorso è inizialmente morbido e vellutato, poi emerge l’anima del vitigno: acidità viva, tannino presente ma non aggressivo, grande equilibrio complessivo. Gli archetti nel calice raccontano la struttura, ma il palato resta sempre pulito e invitante.

È un vino che dà il meglio di sé con piatti ricchi e grassi, dove l’acidità svolge un ruolo fondamentale. L’abbinamento tradizionale suggerito è il musetto veneto, bollito a lungo, in cui la grassezza trova nel Raboso il compagno ideale. Ma è anche un vino da meditazione, da condividere lentamente, capace di regalare emozioni anche senza cibo.

Questo Raboso Malanotte dimostra quanto il vitigno sia ancora sottovalutato, nonostante la sua incredibile versatilità: metodo classico, frizzante, passito e grandi rossi da lungo affinamento. Un vino che non cerca compromessi e che, proprio per questo, non lascia mai indifferenti.

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