Tra le novità più interessanti scoperte a Vinitaly 2025, ce n’è una che ha colpito subito per identità, stile e coerenza progettuale: La Rosetta, il nuovo rosato firmato da Venturi. Un vino giovane, vendemmia 2024, che rappresenta l’ultima creazione di Roberto Venturi e che amplia ulteriormente il lavoro di valorizzazione dell’Aleatico, vitigno simbolo dell’azienda.
L’Aleatico di Venturi è un vero e proprio “capostipite”, recuperato e riqualificato nel tempo attraverso interpretazioni diverse: vinificato rosso, spumantizzato e oggi proposto anche in versione rosato fermo. Una scelta che non nasce per seguire una moda, ma per esplorare fino in fondo le potenzialità aromatiche e stilistiche del vitigno.
Dal punto di vista tecnico, La Rosetta viene lavorata come un vino bianco. Le uve entrano in pressa sottovuoto, con un contatto brevissimo con le bucce, sufficiente però a costruire un profilo olfattivo estremamente espressivo. Il risultato è un rosato dal colore brillante e vivace, volutamente nascosto da una bottiglia scura, scelta che protegge il vino dalla luce e trasforma la mescita in un piccolo momento di sorpresa.
Anche la tappatura a vite è parte integrante del progetto: una scelta consapevole, che punta a preservare freschezza, precisione aromatica e autenticità del prodotto. Nel calice, La Rosetta colpisce per profumi intensi e fragranti, con note di petalo di rosa, fragolina di bosco e una sensazione di estrema pulizia. In bocca è fresca, agile, con acidità spiccata e una bevibilità tale da farla quasi scambiare per un bianco a occhi chiusi.
È un rosato dichiaratamente estivo, conviviale, pensato per essere bevuto con leggerezza ma non con superficialità. Qualcuno lo ha già definito un “vino da barca”, ma al di là delle immagini suggestive, La Rosetta è soprattutto un vino che invita al sorso successivo, capace di unire tecnica, identità e piacere immediato.
Un rosato che dimostra come, quando c’è una visione chiara, anche una novità possa nascere già con un carattere ben definito.